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Backup e continuità

Business continuity e disaster recovery: qual è la differenza

Business continuity e disaster recovery non sono sinonimi. Ecco cosa li distingue, come si integrano e cosa serve davvero a una PMI per non fermarsi.

Area GUI · · 4 min di lettura

«Abbiamo il backup, quindi siamo coperti». È una frase che si sente spesso, ma confonde tre cose diverse: copia dei dati, ripristino dei sistemi e continuità dell'attività. Capire la differenza tra business continuity e disaster recovery aiuta a investire nel punto giusto, senza lasciare buchi.

Cos'è la business continuity

La business continuity (continuità operativa) riguarda l'intera azienda. La domanda di fondo è: se succede qualcosa di grave, come continuiamo a servire i clienti, produrre, fatturare e pagare?

Comprende aspetti tecnici, ma anche organizzativi:

  • quali processi sono essenziali e quali possono fermarsi per qualche giorno;
  • dove lavorano le persone se la sede non è accessibile;
  • come si gestiscono ordini e comunicazioni se il gestionale è fermo;
  • quali fornitori sono critici e quali alternative esistono;
  • chi decide e chi comunica durante la crisi.

Un piano di continuità può prevedere, per esempio, procedure manuali temporanee, lavoro da remoto, accordi con fornitori alternativi o un sito di riserva.

Cos'è il disaster recovery

Il disaster recovery (DR) è la componente tecnologica della continuità. Si concentra sul ripristino di infrastruttura IT, applicazioni e dati dopo un evento che li ha resi inutilizzabili: guasto hardware, attacco ransomware, incendio, errore umano grave.

Il DR risponde a domande più tecniche:

  • dove sono i backup e in quanto tempo si ripristinano;
  • su quale infrastruttura si riparte;
  • in che ordine si riattivano i servizi;
  • quanti dati si possono perdere.

In sintesi: la business continuity punta a mantenere l'azienda operativa, il disaster recovery a rimettere in piedi i sistemi informatici.

Le differenze in una tabella

Aspetto Business continuity Disaster recovery
Ambito Tutta l'organizzazione Sistemi IT e dati
Obiettivo Continuare a operare durante la crisi Ripristinare i sistemi dopo l'evento
Chi coinvolge Direzione, reparti, IT, fornitori Principalmente IT e fornitori tecnici
Strumenti tipici Processi alternativi, sedi di riserva, comunicazione Backup, replica, infrastruttura di riserva
Momento Prima, durante e dopo l'evento Soprattutto dopo l'evento

E il backup dove si colloca?

Il backup è il mattone di base del disaster recovery, ma da solo non basta. Avere una copia dei dati non dice nulla su quanto tempo serve per ripristinarla, su quale hardware, né se la copia è integra. Un'azienda può avere backup perfetti e restare ferma per giorni perché manca un server su cui ripartire o perché nessuno sa in che ordine riattivare i servizi.

Per questo i concetti si incastrano così:

  1. Backup: la copia dei dati, protetta e verificata.
  2. Disaster recovery: le procedure e l'infrastruttura per ripristinare sistemi e dati entro tempi definiti.
  3. Business continuity: l'organizzazione che permette all'azienda di lavorare mentre il ripristino è in corso.

Da dove partire in una PMI

Non serve un progetto enorme per cominciare. Un percorso ragionevole è:

  • analizzare l'impatto: per ogni processo, capire quanto costa un fermo di un'ora, un giorno, una settimana;
  • definire gli obiettivi: stabilire per i sistemi critici i valori di RPO e RTO (ne parliamo in RPO e RTO spiegati semplice);
  • mettere in sicurezza i dati: backup con almeno una copia esterna e isolata;
  • scrivere il piano di ripristino: vedi la guida su come scrivere un piano di disaster recovery;
  • prevedere le alternative organizzative: cosa fanno le persone mentre i sistemi tornano disponibili;
  • provare: simulazioni periodiche, anche semplici.

Un tema anche di conformità

La continuità operativa non è solo buona pratica. Il GDPR, all'art. 32, include tra le misure di sicurezza la capacità di ripristinare tempestivamente la disponibilità e l'accesso ai dati personali in caso di incidente. Per i soggetti che rientrano nella NIS2 (Direttiva (UE) 2022/2555, recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024), la continuità operativa, compresa la gestione dei backup e il ripristino in caso di disastro, è tra le misure di gestione del rischio richieste. Per verificare se e come la normativa si applica alla tua azienda, conviene un confronto con un consulente o la consultazione del sito ACN.

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