RPO e RTO spiegati semplice: cosa sono e come sceglierli
RPO e RTO spiegati senza gergo: quanti dati puoi perdere e quanto puoi restare fermo. Come sceglierli per ogni sistema e tradurli in backup e ripristino.
Area GUI · · 4 min di lettura
Quando si parla di backup e disaster recovery compaiono quasi sempre due sigle: RPO e RTO. Sembrano tecnicismi, ma in realtà traducono due domande molto concrete che ogni titolare dovrebbe porsi: quanti dati posso permettermi di perdere, e quanto tempo posso restare fermo?
Cos'è l'RPO
RPO sta per Recovery Point Objective, cioè obiettivo del punto di ripristino. Indica la quantità massima di dati, espressa in tempo, che l'azienda accetta di perdere in caso di incidente.
Un esempio: se il backup del gestionale viene fatto ogni notte alle 22 e il server si guasta alle 17 del giorno dopo, si ripristina la copia della sera prima. Tutto il lavoro della giornata va perso o reinserito a mano. In questo caso l'RPO effettivo è di circa 24 ore.
Se per l'azienda è inaccettabile perdere una giornata di ordini, serve un RPO più basso: copie più frequenti, snapshot durante la giornata o replica continua dei dati.
Cos'è l'RTO
RTO sta per Recovery Time Objective, cioè obiettivo del tempo di ripristino. Indica entro quanto tempo un sistema deve tornare disponibile dopo un incidente.
Riprendendo l'esempio: anche con un backup recente, se per ripristinarlo serve ordinare un server nuovo, installarlo e configurarlo, possono passare giorni. Se l'azienda può sopportare al massimo mezza giornata di fermo, l'RTO è di 4 ore e l'infrastruttura va pensata di conseguenza: hardware di riserva, ambiente virtuale pronto o ripristino in cloud.
La differenza in una frase
- RPO guarda indietro: quanto lavoro perdo.
- RTO guarda avanti: quanto tempo resto fermo.
Sono indipendenti. Un'azienda può avere un RPO molto basso (dati copiati ogni pochi minuti) e un RTO lungo (servono giorni per ripartire), o il contrario. Entrambi vanno definiti.
Come scegliere RPO e RTO
Non esistono valori giusti in assoluto. La scelta nasce da un confronto tra costo del fermo e costo della soluzione. Un percorso pratico:
- Elenca i sistemi e i dati: gestionale, posta, file server, CAD, produzione, sito e-commerce, e così via.
- Chiedi ai responsabili di reparto cosa succede se quel sistema si ferma per un'ora, un giorno, una settimana. Ordini persi? Produzione ferma? Penali? Danni di immagine?
- Chiedi cosa succede se si perdono i dati di un'ora o di un giorno: si possono ricostruire? Con quale sforzo?
- Assegna una classe a ogni sistema. Per esempio:
- livello 1: critico, RPO e RTO di poche ore o meno;
- livello 2: importante, RPO e RTO entro un giorno;
- livello 3: differibile, può attendere alcuni giorni.
- Verifica la fattibilità: confronta gli obiettivi con backup e infrastruttura attuali e valuta il costo per colmare la distanza.
- Fai approvare i valori dalla direzione: sono decisioni di business, non solo tecniche.
Dagli obiettivi alle scelte tecniche
Una volta fissati RPO e RTO, le scelte tecniche diventano più chiare:
- RPO di 24 ore: un backup notturno ben gestito può bastare;
- RPO di poche ore: servono copie più frequenti o snapshot periodici;
- RPO vicino allo zero: replica continua verso un secondo sistema;
- RTO di giorni: ripristino su hardware nuovo può essere accettabile;
- RTO di poche ore: serve un'infrastruttura di riserva pronta, fisica, virtuale o in cloud.
Più gli obiettivi sono stringenti, più la soluzione costa. Per questo ha senso differenziare: non tutti i sistemi meritano lo stesso livello di protezione.
Errori comuni da evitare
- Dare per scontato l'RTO: senza un test, i tempi di ripristino sono una stima ottimistica. Vedi perché e come testare il ripristino dei backup.
- Dimenticare le dipendenze: il gestionale riparte solo se ripartono anche database, autenticazione e rete.
- Un solo valore per tutto: porta a spendere troppo su sistemi secondari o troppo poco su quelli critici.
- Ignorare i servizi cloud: anche posta e documenti online hanno bisogno di obiettivi chiari, come spiegato in serve il backup di Microsoft 365?.
Checklist
- Elenco dei sistemi con classe di criticità
- RPO e RTO definiti e approvati per ogni classe
- Frequenza dei backup coerente con l'RPO
- Infrastruttura di ripristino coerente con l'RTO
- Test che misurano i tempi reali
- Revisione annuale dei valori
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