Cloud, on-premise o ibrido: come scegliere per una PMI
Cloud, on-premise o cloud ibrido? Pro e contro di ogni modello e i criteri pratici per scegliere l'infrastruttura IT più adatta alla tua PMI, senza slogan.
Area GUI · · 3 min di lettura
"Portiamo tutto in cloud" è una frase che molti imprenditori si sentono ripetere, così come il suo contrario: "i dati è meglio tenerli in casa". La verità è che non esiste un modello giusto per tutti. La scelta tra cloud, on-premise e ibrido dipende da come lavora l'azienda, da quali applicazioni usa e da quanto può tollerare un'interruzione.
I tre modelli in breve
On-premise
Server, storage e applicazioni si trovano nei locali dell'azienda. L'azienda acquista l'hardware, ne è proprietaria e ne cura la gestione, direttamente o tramite un fornitore.
Cloud
Applicazioni e dati sono ospitati da un fornitore esterno e utilizzati via Internet, di solito con un canone periodico. Può trattarsi di servizi pronti all'uso, come Microsoft 365 o Google Workspace, oppure di server virtuali ospitati in un data center.
Ibrido
Una combinazione dei due: alcuni servizi restano in azienda, altri sono nel cloud, e i due ambienti sono collegati e gestiti in modo coerente. È il modello più diffuso nelle PMI, spesso senza che venga chiamato così.
Vantaggi e limiti dell'on-premise
Vantaggi
- controllo diretto su hardware e dati;
- prestazioni elevate per applicazioni locali, anche con connessione Internet lenta o assente;
- adatto a software legati alle macchine di produzione o a dispositivi in rete locale.
Limiti
- investimento iniziale per l'hardware e rinnovo periodico;
- responsabilità di aggiornamenti, backup, sicurezza fisica e continuità;
- capacità da dimensionare in anticipo, con il rischio di sprechi o di risorse insufficienti.
Vantaggi e limiti del cloud
Vantaggi
- costi prevalentemente operativi, distribuiti nel tempo;
- accesso da qualsiasi luogo, utile per lo smart working e le sedi distribuite;
- infrastruttura, disponibilità e aggiornamenti curati dal fornitore;
- possibilità di aumentare o ridurre le risorse in base alle esigenze.
Limiti
- dipendenza dalla connessione Internet;
- costi ricorrenti che, su orizzonti lunghi, vanno confrontati con attenzione;
- non tutte le applicazioni sono pronte per il cloud;
- la sicurezza resta in parte responsabilità dell'azienda: configurazioni, accessi e backup dei dati non sono automaticamente coperti dal fornitore.
Perché l'ibrido è spesso la scelta più concreta
Per molte PMI la soluzione più ragionevole è un mix. Un esempio tipico:
- posta, documenti e collaborazione nel cloud, con Microsoft 365 o Google Workspace;
- gestionale o software di produzione in sede, su un'infrastruttura virtualizzata;
- backup sia locali sia nel cloud, per ripristini rapidi e copie al sicuro fuori sede;
- accessi remoti protetti per chi lavora fuori ufficio.
Questo approccio permette di spostare nel cloud ciò che ne trae vantaggio, senza forzare applicazioni che funzionano meglio in locale. Se in sede ci sono più server, la virtualizzazione rende la parte on-premise più semplice da gestire e da far evolvere.
I criteri per scegliere
Prima di decidere, conviene rispondere ad alcune domande:
- Quali applicazioni usiamo? Alcune esistono già in versione cloud, altre richiedono un server locale.
- Quanto è affidabile la nostra connessione? Se tutto è in cloud, la linea Internet diventa critica e serve una connessione di backup.
- Quanto possiamo restare fermi? Il tempo di ripristino accettabile orienta le scelte su ridondanza e backup.
- Dove lavorano le persone? Più collaboratori fuori sede spingono verso servizi accessibili ovunque.
- Quali dati trattiamo? Dati personali e informazioni riservate richiedono attenzione su dove vengono conservati e su chi vi accede, nel rispetto del GDPR.
- Chi gestirà l'infrastruttura? Ogni modello richiede competenze di gestione e monitoraggio.
Errori da evitare
- spostare tutto in cloud senza verificare la compatibilità delle applicazioni;
- mantenere tutto in sede solo per abitudine;
- considerare il fornitore cloud responsabile anche del backup dei dati;
- non prevedere una connessione Internet di riserva;
- non avere una visione d'insieme, con servizi sparsi e gestiti da persone diverse.
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