Backup di Microsoft 365: serve davvero? Cosa copre Microsoft
Microsoft 365 non sostituisce il backup: responsabilità condivisa, cestino e criteri di conservazione hanno limiti precisi. Ecco cosa rischi e come proteggerti.
Area GUI · · 4 min di lettura
Posta, documenti condivisi, chat dei team: in molte aziende il lavoro quotidiano vive dentro Microsoft 365. È naturale pensare che, essendo un servizio cloud di un grande fornitore, i dati siano automaticamente al sicuro. In parte è vero, ma la protezione offerta dalla piattaforma non è la stessa cosa di un backup.
Il modello di responsabilità condivisa
Microsoft, come gli altri fornitori cloud, adotta un modello di responsabilità condivisa. In termini semplici:
- Microsoft è responsabile dell'infrastruttura: data center, disponibilità del servizio, ridondanza dei sistemi, sicurezza fisica e della piattaforma.
- Il cliente è responsabile dei propri dati e degli accessi: chi può fare cosa, come sono protetti gli account, cosa succede se i dati vengono cancellati, modificati o cifrati.
La ridondanza di Microsoft protegge da un guasto ai suoi data center. Non protegge da un utente che cancella una cartella, da un account compromesso che svuota una casella di posta o da un ransomware che cifra i file sincronizzati su OneDrive.
Cestino e conservazione non sono backup
Microsoft 365 offre strumenti utili per recuperare dati: cestino degli elementi eliminati, versioni precedenti dei file, criteri di conservazione e di blocco per esigenze legali. Sono funzioni preziose, ma hanno limiti che è bene conoscere:
- il cestino ha una durata limitata: dopo un certo periodo gli elementi vengono eliminati definitivamente, e se ci si accorge tardi della cancellazione può non esserci più nulla da recuperare;
- i criteri di conservazione sono pensati per obblighi di compliance e ricerca legale, non per un ripristino rapido e ordinato di intere caselle o siti;
- le versioni dei file aiutano su singoli documenti, ma ripristinare migliaia di file dopo un attacco è lento e complesso;
- tutto resta nello stesso ambiente: se un amministratore malintenzionato o un account compromesso con privilegi elevati modifica le impostazioni, può intervenire anche su queste protezioni;
- gli account rimossi: quando un dipendente lascia l'azienda e la licenza viene revocata, i suoi dati possono essere eliminati dopo un periodo di tolleranza.
Un backup vero, invece, è una copia indipendente, conservata separatamente, con una propria politica di conservazione e ripristinabile in modo selettivo.
Gli scenari di rischio più comuni
- Cancellazione accidentale scoperta settimane dopo.
- Ex dipendente la cui casella o il cui OneDrive sono stati rimossi insieme alla licenza.
- Ransomware che cifra i file locali sincronizzati, propagando le modifiche al cloud.
- Account compromesso usato per cancellare o alterare dati.
- Errore di configurazione o script amministrativo che modifica molti elementi insieme.
- Contenziosi o controlli che richiedono documenti di periodi passati.
Cosa proteggere
Un backup di Microsoft 365 dovrebbe includere almeno:
- caselle di posta Exchange Online, comprese quelle condivise;
- OneDrive degli utenti;
- siti e librerie SharePoint;
- contenuti di Teams, che in buona parte si appoggiano a SharePoint ed Exchange.
Lo stesso ragionamento vale per Google Workspace: anche lì la responsabilità sui dati resta al cliente.
Come scegliere una soluzione di backup
Alcuni criteri pratici:
- Copia esterna e indipendente rispetto all'ambiente Microsoft 365, possibilmente con protezione contro modifica e cancellazione.
- Conservazione definita in base alle esigenze aziendali e normative.
- Ripristino granulare: singola email, singolo file, intera casella o sito.
- Copertura automatica dei nuovi utenti, per non dimenticare nessuno.
- Accesso protetto con autenticazione a più fattori e ruoli separati.
- Collocazione dei dati compatibile con i requisiti GDPR.
- Monitoraggio dei job e avvisi in caso di errore.
E, come per ogni backup, occorre verificare periodicamente che il ripristino funzioni: ne parliamo in perché e come testare il ripristino dei backup.
Backup e sicurezza degli account vanno insieme
Il backup è l'ultima linea di difesa. Prima vengono le misure che riducono la probabilità dell'incidente: autenticazione a più fattori per tutti, limitazione degli account amministrativi, controllo degli accessi esterni, formazione contro il phishing. Per stabilire quanto spesso fare il backup e in quanto tempo ripristinare, è utile partire da RPO e RTO.
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